Signoraggio Secondario
19 04 2008(L’usurocratico Mario Draghi)
Ed ecco a voi i soggetti giuridici “italiani” proprietari della banca d’italia, con a lato la quota di partecipazione e i voti in sede decisionale:
Partecipante Quote Voti
Banca Intesa S.p.A. 22,0% 50
Unicredit S.p.A. 11,0% 50
Sanpaolo IMI S.p.A. 8,3% 50
Banco di Sicilia S.p.A. 6,3% 42
Assicurazioni Generali S.p.A. 6,3% 42
Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A. 6,2% 41
INPS 5,0% 34
Capitalia S.p.A. 4,8% 32
Banca Carige S.p.A. 4,0% 27
Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. 2,8% 21
Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. 2,5% 19
Cassa di Risparmio di Biella
e Vercelli S.p.A. 2,1% 16
Cassa di Risparmio di Parma
e Piacenza S.p.A. 2,0% 16
Fonte: Banca d’Italia (si noti che la percentuale non è proporzionale al potere decisionale)
Se avete qualcosa a che fare con queste entità potete sempre prendervi la briga di provvedere ad interrompere ogni relazione (per INPS e INAIL, pazienza!).
Col sistema della riserva frazionaria (generatore del signoraggio secondario), che alcuni l’attestano al 2% altri al 5%, riescono a fare incredibili truffe.
In parole povere il sistema della riserva frazionaria si può semplificare con questo stupido esempio: io verso 100 euro in una banca, la banca ne sottrae 2 euro (il 2%) da questi 100 e li versa nel “conto riserve” della banca centrale, così facendo può prestare i restanti 98 euro. Ora la banca può versare questi 98 euro in un altro conto bancario e così la banca che beneficia di questo versamento prende il 2% di questa cifra (1,96 euro), la versa sempre nel “conto riserve” e così può prestare il restante 98% (96,04 euro),e così via.
Tutto ciò nel caso la riserva frazionaria s’attestasse al 2%, nel caso fosse del 5%, basta rifare i conti; le cifre varieranno di poco, ma la truffa resterà sotto i vostri occhi della stessa entità. Se io vado in banca e chiedo 100 euro, la banca mi chiede di assicurare il valore prestatomi con beni reali (casa, macchina, azienda, …) per due volte la cifra richiesta, cioè 200 euro. Loro amministrano i debiti con una riserva del 2% e creano moneta dal nulla, invece noi dobbiamo avere delle riserve del 200% bloccate, fideiussioni pazzesche, conti congelati… corretti, no?! Si tenga sempre presente quindi che, quando effettuiamo un versamento presso la nostra banca, in cassa resta solo il 2% del denaro (o 5% che è quasi lo stesso). Il resto viene gestito dall’ente bancario come meglio crede.
In Argentina non era finito il pane, non c’è stata una ecatombe di “cafoni” con le loro vacche, non s’è verificata una invasione biblica di cavallette e nemmeno una supercatastrofe ambientale.
Non c’era valuta per poter scambiare le merci. Tutto qua.
La banca che aveva prestato la valuta (federal reserve bank) l’ha rivoluta indietro e nelle filiali sul territorio argentino non c’era niente. Gli argentini sono stati educati ad usare solo il denaro digitale. Sono stati educati a percepire come maleducazione l’uso del denaro cartaceo. Per la F.E.D. è stato u gioco da ragazzi, non ha neanche dovuto riprendersi materialmente la sua cartaccia.
Ha semplicemente fatto tutto telematicamente.
C’è un proverbio che dice: un uomo affamato è un uomo arrabbiato. Niente soldi quindi niente cibo. E giù violenze, leggi repressive, adozione di misure d’emergenza, morti… è generare caos per arraffare tutto.
Ahh! Ciliegina sulla torta, la somma dell’intero capitale sociale della Banca d’Italia è, leggete bene:
Il capitale sociale della Banca ammonta a 156.000 euro, versati
nel 1936. Secondo l’articolo 3 dello statuto il capitale
sociale “è suddiviso in quote di partecipazione nominative di
0,52 euro ciascuna, la cui titolarità è disciplinata dalla
legge”.
Con questa ridicola somma non è possibile acquistare neanche un monolocale nella periferia di Campobasso.
Il tema del signoraggio non può essere affrontato da un unico individuo a viso aperto. Può essere veramente pericoloso.
